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| I vini rosati sono
apprezzati in Italia e soprattutto in Francia, dove la tradizione di
accompagnarli a numerosi piatti risale a secoli fa: pochi sanno,
infatti, che fi no al 1700 i vini rosati erano gli unici che le
tecniche enologiche riuscissero a ottenere, e solo nel XIX secolo si
riuscì a produrre vini rossi bevibili e commerciabili. |
| I formaggi |
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I formaggi freschi come Primo Sale e Caprini necessitano di vini dal
colore rosa tenue e dalle note esplosive di fragola che incantano
narici e palato, creando un insieme equilibrato e fresco che rende la
bocca pronta all'assaggio dei bocconi di formaggio.
I formaggi a media stagionatura necessitano di una discreta
salivazione per essere perfettamente amalgamati e sprigionare la
potenza dei loro aromi. I vini rosati leggermente frizzanti, freschi e
sapidi, stimolano la produzione della saliva creando così una doppia
armonia saliva-formaggio e saliva-vino.
I formaggi a crosta fiorita come Brie e Camembert, forniscono
piacevoli sensazioni di grassezza, tendenza dolce, aromaticità e
sapidità finale che, per essere equilibrate, necessitano di vini
morbidi in cui la tannicità sia lieve e la potenza alcolica discreta.
I formaggi semi stagionati come Gruyère ed Emmental, con una nota
finale di mandorla amara, richiedono vini giovani e freschi, dal
profumo di ciliegia e con un perfetto equilibrio che non aggredisca le
papille gustative. |
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I vini rosati sono da molti considerati un ibrido, ossia il vino degli
indecisi che, non sapendo scegliere tra bianco e rosso, optano per il
rosé. I vini rosati hanno invece caratteristiche e sapori ben precisi
e determinati che possono, se ben abbinati, soddisfare il palato
esattamente come i "fratelli " bianchi e rossi.
Oltrepò Pavese Pinot Rosato: proviene da antiche tradizioni. Ha colore
rosato chiaro e profumo delicato. In bocca la magia di piccoli frutti
rossi esplode lentamente creando una persistente sequenza di aromi che
si sposano bene con quelli dei formaggi a media stagionatura.
Franciacorta Rosé: è ottenuto esclusivamente con la rifermentazione
naturale in bottiglia, partendo da uve Chardonnay e/o Pinot. Ricco di
bollicine, rosa tenue con riflessi dorati, ha una struttura armonica,
una buona acidità e un equilibrio che ben si abbina a Parmigiano e
Grana.
Vignanello: è prodotto nella zona di Viterbo. Ha colore rosa vivace,
intenso e brillante. La trasparenza si percepisce non solo alla vista
ma anche in bocca, dove i profumi di frutta fresca e i sapori di
fragola e mirtillo sono netti, lievi ed equilibrati. Si adatta bene ai
formaggi leggeri e non troppo saporiti.
Alsace Pinot Nero Rosé: le nuances di questo vino sono infinite: si
può trovare sia rosa chiaro sia rosa scuro con riflessi rossi. I
profumi di piccoli frutti rossi e le note di cassis si alzano
lentamente e penetrano nella cavità olfattiva dove rimangono a lungo.
In bocca dimostra struttura e carattere tanto da poter supportare i
formaggi stagionati.
Tavel: è prodotto nella Valle del Rodano; giovane ha un colore rosa
chiaro, luminoso e brillante; quello invecchiato è più ambrato e
opaco. AI naso si colgono gli aromi dei frutti rossi ma anche di noce
fresca e mandorle tostate. Questo vino si adatta molto bene ai
formaggi a crosta fiorita. |
Ogni bottiglia è un avvenimento, è vero, ma non bisogna nemmeno che
questo evento diventi una scienza segreta cui solo pochi iniziati possono partecipare. Per bere un buon vino sono,
dunque, necessari una bottiglia, un bicchiere, un cavatappi e un buon
palato pronto a berlo.
Le difficoltà iniziano con la stappatura; ecco dunque alcune regole di
servizio. Generalmente, le bottiglie vanno stappate al momento del
servizio a tavola. La capsula va tagliata con attenzione sotto il
bordo della bottiglia, per evitare che il vino, durante la mescita,
venga a contatto con i metalli pesanti di cui è fatta la capsula, e
per impedire che durante il servizio sgoccioli oltre l'imboccatura.
Dopo aver eliminato la capsula, il tappo deve essere accuratamente
pulito, con un tovagliolo, in particolare se è presente della muffa.
Dopo aver stappato la bottiglia è opportuno sottoporre il tappo ad
un'analisi olfattiva: "se il tappo sa di vino, il vino non sa di
tappo". Se il tappo si è rotto e alcuni frammenti sono finiti nella
bottiglia, è necessario eliminare le prime gocce di vino. Il padrone
di casa o chi ha stappato la bottiglia è colui che per primo assaggia
il vino, in modo da poter decidere se questo è perfetto e proseguire
quindi la mescita, oppure se deve essere sostituito perché presenta un
difetto. Chi ha stappato la bottiglia e assaggiato il vino serve prima
gli ospiti e per ultimo il proprio bicchiere. Durante il servizio
bisogna aver cura che l'etichetta sia rivolta verso l'alto e ben
visibile. Durante la mescita il vino va trasferito nel bicchiere
lentamente e con attenzione. è utile tenere la bottiglia a metà della
pancia, mai per il collo, e inclinarla lentamente sopra il bicchiere.
A volte anche tenendo la bottiglia nella giusta posizione alcune gocce
possono cadere sul tavolo: si può quindi ricorrere al "drop stop", una
lamina d'argento arrotolata, che forma un beccuccio da infilare nel
collo della bottiglia. |
Il bicchiere non deve essere mai riempito fino all'orlo perché toglie
il gusto dell'assaggio. La quantità giusta di vino servito varia
secondo la tipologia del bicchiere:
- i bicchieri piccoli, come quelli da vino bianco, debbono essere
riempiti soltanto per circa metà;
- i bicchieri da vino rosso, di maggio. re capacità, devono essere
riempiti per un terzo della loro capacità;
- i bicchieri da spumante (flûte) si poso sono, per meglio osservare
il perlage, riempire anche fino tre quarti.
Il bicchiere da vino va tenuto per lo stelo, mai per il calice. In
questo modo si evita che il calore della mano rovini il vino e che
eventuali profumi presenti sulle mani arrivino al naso, disturbando la
perfetta olfazione del vino. |
| Gli attrezzi per il servizio |
Servire
un vino in maniera non corretta è un errore imperdonabile anche perché
ogni bottiglia ha una storia che va rispettata ed è un evento unico e
irripetibile. Per servire correttamente un vino è, dunque, necessario
avere la giusta attrezzatura. Il cavatappi fa parte della dotazione
essenziale per il bevitore di vino. Ne esistono di numerosi modelli e
forme: pieghevole, a T, a Zig-zag, a pinza Screwpull ecc. e ognuno
deve scegliere quello che più gli si addice. Il paniere o cesta porta
vino è utilizzato per i vini rossi invecchiati che devono essere
conservati orizzontaimente. Per evitare che gli eventuali depositi
finiscano nel bicchiere, la bottiglia deve rimanere ferma, in
posizione orizzontale sia durante il trasporto sia durante la
stappatura. Questa funzione è egregiamente svolta da questo strumento.
Il secchiello refrigerante è un recipiente cilindrico, in terracotta o
in materiale plastico, consente di conservare, per un certo periodo,
il vino precedentemente raffreddato. Se il recipiente è in terracotta,
potete allungare il tempo di mantenimento del freddo mettendo il
secchiello nell'acqua fredda in modo che la terracotta s'impregni
d'acqua. Il secchiello per vini frizzanti serve per mantenere a lungo
e alla giusta temperatura i vini bianchi e quelli frizzanti. Per avere
una migliore resa da questa attrezzatura è opportuno riempirla fino a
3/4 e con 1/3 d'acqua e 2/3 di ghiaccio. L'apposito termometro è un
utensile indispensabile per coloro che vogliono servire sempre il vino
alla giusta temperatura. Il tappo stopper è necessario per chiudere
ermeticamente le bottiglie di vino frizzanti, assicurando così che il
vino conservi la sua effervescenza. Il decanter o la caraffa sono
utilizzati per esaltare gli aromi di particolari vini invecchiati e
preziosi qualora, al fine di esaltare le caratteristiche degli aromi
mediante I'ossigenazione, si renda necessario procedere al travaso o
alla decantazione. |
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